18 Giugno 2019 0 Comments interventi effettuati

CHIOGGIA (VE) SETTEMBRE 2018

CIRCA 37 CAVALLI SEGNALAZIONE DI MALTRATTAMENTO NON RICONOSCIUTA DALL’ASL

Riceviamo una segnalazione a Chioggia (VE), contattiamo così le autorità per richiedere un intervento urgente.

Il giorno dopo ci rechiamo sul posto, troviamo carabinieri, asl e guardie ecozoofile.
All’interno del terreno 2 carcasse in decomposizione chissà da quanto tempo, ossa sparse su tutto il terreno, circa 45 cavalli con un’alimentazione non adeguata, alcuni feriti e privi di cure. Circa 19 puledri, molti dei quali facevano fatica a stare in piedi. Femmine gravide e uno stallone all’interno del branco.
I carabinieri ci dicono che vorrebbero sequestrare tutti i cavalli, anche perché la struttura non è in regola e ci sono dei problemi ambientali, questo però solo se l’associazione si prende a carico le spese di tutti i cavalli. Diamo così  l’immediata disponibilità a prendere i casi più gravi a nostre spese e per gli altri cerchiamo di prendere tempo (avendo già 98 cavalli in mantenimento).
I carabinieri ci informano che hanno avvisato l’asl della nostra disponibilità e ci dicono di attendere che vengano controllati i cavalli per dirci quali potevamo portare via. L’asl controlla i cavalli e ci viene detto che secondo loro nessun cavallo aveva il bisogno di essere portato via.
Il padre del proprietario dei cavalli, un anziano signore gravemente malato, che si occupa della loro gestione, passa 3 giorni a settimana in ospedale e non è assolutamente in grado di occuparsene.
Dopo varie discussioni fini a se stesse e impotenti davanti alla magistratura ci dicono di andare via, che stanno sequestrando i cavalli, che avrebbero fatto intervenire il giorno dopo un veterinario, ma che li lasciano in affidamento al proprietario stesso, che non potevamo più avvicinarci all’area e che ci avrebbero fatto sapere in caso di bisogno.

Cerchiamo di informarci ma non ci viene detto più nulla, fino a quando, dopo circa un mese veniamo contattati dalle autorità, ci dicono che vogliono sequestrare tutti i cavalli e che sono disposti a pagare le spese di mantenimento. Mandiamo così una mail chiedendo maggiori informazioni sui cavalli per poterci organizzare e  i costi base di mantenimento. Non riceviamo più nessuna risposta, così richiamiamo i carabinieri per chiedere spiegazioni e per organizzarci nel ricevere i 40 cavalli; ci dicono che le cose sono ulteriormente cambiate e che se avessero avuto bisogno di noi ci avrebbero richiamato.

Poco tempo dopo, veniamo a sapere, che 4 cavalli sono stati sequestrati e affidati ad un’altra associazione, tutti gli altri sono rimasti al proprietario stesso. Sembrerebbe che tutti gli altri cavalli siano stati trasferiti in una struttura per portarli all’ingrasso per poi essere macellati.

Tra i cavalli si presume che ci siano femmine gravide che per legge non possono essere macellate.

Siamo indignati da tutto l’accaduto. Circa 37 cavalli, dopo aver vissuto una vita di stenti si ritrovano a diventare carne da macello.

Abbiamo inviato un esposto alle autorità, ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta nonostante i continui solleciti.


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