18 Giugno 2019 0 Comments interventi effettuati

BORGO PRIOLO (PV) APRILE 2019

Dopo varie segnalazioni ci siamo recati per fare un sopralluogo nella struttura indicata. Al nostro arrivo, come da segnalazione, troviamo circa 23 cavalli all’interno di un capannone mal messo e in stato di abbandono, senza cibo e con solo un beverino a disposizione. Molti cavalli denutriti, condizioni igieniche pessime e una parte del tetto crollata. Chiamiamo così le autorità per chiedere supporto. Tempestivamente arrivano i carabinieri forestali e l’ASL. Presente anche la nostra veterinaria Giulia Fiocchi.
(Nei casi di maltrattamento è fondamentale avere il supporto di un veterinario ippiatra; in questa situazione siamo stati fortunati perché la dott.ssa dell’ASL era dalla parte dei cavalli, cosa che, purtroppo, non accade spesso. Per questo bisogna essere pronti, con una figura competente e riconosciuta, a contraddire ogni falsità pronunciata sullo stato degli animali).

La situazione attuale è questa:

39 cavalli di cui 23 in un pessimo stato di nutrizione, gli altri vengono utilizzati per la scuola e alcuni soggetti sono di privati. Troviamo questo secondo gruppo all’interno del maneggio e alcuni chiusi in piccoli box.
La struttura, se fosse tenuta in modo diverso, sarebbe davvero un paradiso per i cavalli. Tantissimi ettari di pascolo a disposizione, ma il problema è che non essendo recintati i cavalli scappano e finiscono nei terreni altrui, provocando le reazioni dei vicini. A detta del proprietario è questo il motivo per cui una parte dei cavalli viene a volte rinchiusa all’interno del capannone. Questo però non è accettabile, anche perché, una volta chiusi, non gli viene somministrato neanche il fieno. Inoltre il capannone si presenta pieno di escrementi, una parte del tetto crollata, e con la presenza di vari oggetti pericolosi al suo interno.
Un vitellino era chiuso all’interno di un box facente parte di una struttura pericolante.

Il proprietario, purtroppo, pare non rendersi conto della mal gestione degli equidi. Dopo varie ore, il nostro intervento si conclude con delle prescrizioni rilasciate dall’ASL e con la nostra disponibilità ad aiutare questi cavalli.
L’unica certezza è che in questo modo non possono vivere, non sono nutriti correttamente e le condizioni igieniche sono pessime. Il proprietario si è reso disponibile ad accettare il nostro aiuto e noi siamo pronti a mettere un po’ di forza lavoro per il benessere di questi cavalli. Terremo la situazione sotto controllo.

Riflessione:

Distinguiamo bene i casi di maltrattamento: ignoranza, cattiveria, business economico.
Ci sono situazioni in cui è necessario portare via immediatamente i cavalli, altre in cui si danno prescrizioni e se la situazione non migliora si effettua il sequestro, altre ancora in cui, anche se ci sono tutti i presupposti per mettere in salvo gli equidi, per colpa della burocrazia non si riesce a fare nulla.

Il nostro principio è sempre quello di pensare a cosa sia meglio per loro, valutare bene il caso e scegliere la strada migliore.

Siamo i primi a lottare, spesso anche con le autorità, quando non riusciamo a ottenere il sequestro in situazioni difficili. In questo caso, il sequestro non sarebbe stata la soluzione ottimale per i cavalli. Restando lì, un gruppo vivrebbe sempre libero, allo stato semi brado, l’altro gruppo lavorerebbe con i bambini e anche questi cavalli vivrebbero tanto tempo a paddock.
Certo che il proprietario deve garantire una nutrizione corretta, più igiene e massimo rispetto per ogni essere vivente. Stiamo monitorando la situazione e cerchiamo di intraprendere questa strada, se poi non fosse così, interverremo di conseguenza.


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